Festival 2020
Dal 4 all'8 agosto e dal 5 all'8 novembre 2020 
 


festival orlando 2020

 
 
Continuerò ad azzardare, a cambiare, ad aprire la mente e gli occhi,rifiutando di lasciarmi incasellare e stereotipare.
Virginia Woolf, Diario di una scrittrice
 
 

Orlando è un Festival queer internazionale di cinema, danza e teatro, rivolto ad un pubblico ampio e variegato e caratterizzato da un approccio ironico, inclusivo e accogliente.

Vogliamo far sperimentare la cultura superando i confini, ampliando le possibilità di espressione e di conoscenza attraverso visioni plurali del reale. Vogliamo crescere nuove generazioni più libere, sognando una società con maggior sensibilità alle pari opportunità e ai diritti per le minoranze, con minore violenza di genere e ampliate possibilità di espressione. Vogliamo una società coraggiosa e disponibile ad esplorare l’alterità. 

Portiamo a Bergamo esperienze artistiche di valore, trasformiamo per nove giorni la città attraverso un ricco programma di film, spettacoli, incontri, laboratori e feste che si sviluppa su una rete di relazioni, scambi culturali e partnership nazionali e internazionali.

Il Festival, e l’Associazione di cui fa parte, prende il nome dall’omonimo romanzo di Virginia Woolf ed è un esempio concreto di come le differenze culturali, di genere, etniche, di orientamento affettivo siano indispensabili per la costituzione di una identità culturale, plurale, viva e in costante trasformazione.

 
 
 
ORLANDO 2020 sarà un’edizione differente,ma più resistente e resiliente che mai.
Mauro Danesi, Direttore Artistico

 

 

La settima edizione del Festival Orlando, inizialmente prevista per maggio, è stata riprogrammata in due diversi weekend, dal 4 all’8 agosto e dal 5 all’8 novembre 2020 nel rispetto delle normative ministeriali e dell’attenzione alla salute della cittadinanza.

 

L' edizione 2020 di Orlando è dedicata al tema del piacere, del corpo e della mente; della sensorialità come strumento fondamentale di conoscenza del mondo. Un piacere a cui bisogna allenarsi, riabituarsi. Un piacere queer poiché uguale e diverso al tempo stesso per ciascuna/o di noi, indipendente da età, sesso, genere, provenienza, abilità e ceto sociale, ci accomuna in qualità di esseri umani. Recuperare il piacere delle piccole cose è l’atto rivoluzionario che permette di riflettere sui nostri limiti e confini, aumentare la gioia, intesa come la definì Gilles Deleuze: “potenza di agire” culturale, politico e sociale. 

 

Che relazioni ci sono tra piacere, tabù, desiderio e censura?

Chi decide i confini?

Chi decide cosa è trasgressivo?

E cosa succederebbe se il piacere, che desideriamo e ci spaventa, ce lo prendessimo?

 

Illustrazione di EBLTZ

 

orlando festival 2018

 

 
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