L'accessibilità nel Festival ORLANDO 2026
Un festival sempre più accessibile
Dal 2021 ORLANDO ha avviato un percorso per rendere il Festival sempre più accessibile, nella consapevolezza che l’accessibilità non sia un traguardo definitivo ma un processo continuo di revisione di pratiche e abitudini. Anche per questa tredicesima edizione sono state attivate azioni di formazione, consulenza e intervento operativo con l’obiettivo di migliorare ulteriormente l’esperienza del Festival rispetto agli anni precedenti, proseguendo un lavoro che richiede ancora nuovi passi e sviluppi futuri.
Quest’anno abbiamo preso parte a Spazi aperti per una cultura accessibile, un progetto di Fondazione della Comunità Bergamasca realizzato nell’ambito del bando Crowd4Culture promosso da Fondazione Cariplo, che ha coinvolto una rete di otto soggetti attivi nella produzione e promozione culturale a Bergamo per attivare uno scambio virtuoso, ampliare lo spazio di rappresentazione per artiste e artisti e per persone con disabilità e contribuire a fare in modo che la cultura sia uno spazio di partecipazione. L’iniziativa ha accompagnato le organizzazioni partner in un percorso di crescita sull’accessibilità attraverso momenti di formazione e di tutoraggio.
Un’attenzione specifica è dedicata all’accessibilità digitale: i siti web dei partner sono stati analizzati da Oltre I Limiti ETS con consulenze mirate per migliorare la chiarezza e la fruizione degli strumenti online.
Nell’ambito di questa iniziativa verranno quindi proposti in Festival ORLANDO due spettacoli Precarious Moves di Michael Turinsky e Pas Moi di Diana Anselmo. Entrambi partono dall’esperienza del corpo e della disabilità per mettere in discussione le norme con cui la società definisce movimento, comunicazione e partecipazione. In modi diversi, entrambi gli spettacoli aprono quindi uno spazio in cui il corpo diventa strumento di conoscenza e di racconto, invitando il pubblico a immaginare altri modi di abitare il mondo e di entrare in relazione con gli altri.
A questi e ad altri spettacoli del programma saranno inoltre affiancate diverse azioni per facilitare la fruizione da parte di pubblici differenti: interpretariato in LIS, audiodescrizione su richiesta, sottotitoli SDH per gli Orlando Shorts e altri strumenti pensati per rendere l’esperienza del Festival il più possibile accessibile.
ORLANDO ha inoltre proseguito il percorso avviato da Spazi aperti per una cultura accessibile adeguando il sito, per l’edizione 2026, alle linee guida WCAG 2.2 (Web Accessibility Initiative).
Una delle novità più importanti di questa tredicesima edizione riguarda proprio il modo in cui lavoriamo dietro le quinte: quest’anno nello staff del Festival, accanto al consulente Elia Zeno Covolan, c’è una persona dedicata all’accessibilità. Sara Cortinovis è una figura che collabora con tutte le aree del team, accompagnando la progettazione e la realizzazione delle attività affinché ogni azione – dalla comunicazione agli eventi – tenga conto dell’accessibilità. Un passo in più per continuare a costruire, edizione dopo edizione, un Festival sempre più attento alle diverse esigenze del pubblico.
Accanto alle novità introdotte in questa edizione, abbiamo continuato a lavorare con attenzione su alcuni ambiti già esplorati e sviluppati negli anni precedenti, nei quali abbiamo scelto di investire e consolidare il percorso intrapreso. Tra questi, il sistema di icone, la nota sul linguaggio — completamente aggiornata a partire dalle riflessioni e dalle esperienze maturate nelle scorse edizioni — e il lavoro ai questionari per la raccolta dei dati da parte di artisti ed enti ospitanti, con l’intento di rendere intellegibili anche a chi collabora con Festival ORLANDO le prassi per l’accessibilità messe in atto. Quest’ultimo processo è stato quindi ulteriormente strutturato per sistematizzare le informazioni e farle confluire in modo sempre più chiaro ed efficace nelle schede accessibilità, disponibili per ciascun evento sul sito internet www.orlandofestival.it.
Abbiamo proseguito anche quest’anno il lavoro sulle icone già introdotte nel festival a partire dal 2021, confermando e valorizzando un sistema visivo ormai riconoscibile. Le icone — parte dell’Iconic Accessibility Toolkit progetto di Elia Zeno Covolan disponibile con licenza Creative Commons BY-NC-SA — sono state ulteriormente sviluppate ed ampliate, in continuità con il percorso avviato negli anni precedenti. Questo aggiornamento nasce dalle riflessioni emerse all’interno del gruppo di lavoro, con l’obiettivo di migliorare l’efficacia comunicativa e renderle ancora più chiare, accessibili e funzionali all’esperienza dei pubblici.
Anche per questa edizione il Festival conferma l’azione sull’accessibilità economica introdotta lo scorso anno, affiancandola al lavoro già in corso sulla comunicazione e alla presenza di artist* con disabilità nella programmazione. Con l’obiettivo di ampliare le possibilità di partecipazione, viene mantenuto il sistema “Pay What You Want”, che consente al pubblico di scegliere la fascia di prezzo del biglietto più adatta alle proprie possibilità, favorendo un accesso più ampio alle proposte culturali del Festival.
Non ci resta che accogliervi al Festival, dal 5 al 10 maggio a Bergamo!