Conclusa la 13esima edizione di Festival ORLANDO!
Foto © Ludovica Belotti e Carlo Valtellina
“... ed è proprio da questo osservatorio da dove li ‘guardiamo ridendo’ che è partita la nostra risata, quella che li seppellirà prima che loro seppelliscano noi, li da dove abbiamo lanciato il nostro primo tacco che, siamo certe, non si è ancora posato e mai si poserà perché noi siamo in cammino, procediamo, perché il movimento è cambiamento, è molto incessante trasformativo e performativo, non abbiamo da cambiare solo il mondo e noi stessဒ ma le galassie e l’universo”.
da Woke!, 10 maggio 2026
È stata un’edizione incredibile. E non lo diciamo come formula di rito di fine Festival. ORLANDO ha accolto un numero inatteso di persone nuove: i programmi, gli incontri, i luoghi attraversati, le relazioni nate hanno disegnato, giorno dopo giorno, una geografia affettiva e politica condivisa. La tredicesima edizione del Festival si chiude con un coinvolgimento del pubblico che ci ha sorprese e attraversate: quasi 4 mila presenze in sei giornate, 20 appuntamenti, persone ospiti arrivate da contesti e geografie diverse per interrogare insieme le geografie sessuoaffettive del presente. Numeri che per noi non raccontano soltanto una partecipazione, ma il desiderio concreto di abitare spazi di confronto, immaginazione e possibilità condivise.
Se, come ci ha ricordato Gioele Peressini in La forma del maschio, sono i confini a creare identità rigide, allora noi vogliamo continuare a sconfinare.
“After the end”, cantavano le persone interpreti di A Beginning. E quella frase ci è rimasta dentro come una domanda: cosa succede adesso, dopo la fine del Festival? Come torniamo nel mondo portando con noi la volontà, la determinazione, la rabbia e l’amore, la radicalità, la presa di parola nello spazio pubblico, la forza della precarietà e tutte le possibilità che abbiamo incontrato attraversando ORLANDO?
In Loud di Collettivo Amigdala ci è stato sussurrato che ogni fine contiene un inizio. Anche il buio che chiude A Beginning può diventare lo spazio da cui immaginare nuove possibilità. Chiudiamo questa edizione con la sensazione nitida che qualcosa sia appena cominciato.
Un grazie profondo va alle artiste e artisti, alle persone che hanno preso parte al Festival, come volontarie e come pubblico, e alla rete di collaborazioni, alleanze e complicità che ha reso possibile tutto questo: ORLANDO esiste perché continua a essere uno spazio attraversato e costruito collettivamente.
Grazie quindi a tutte le persone che hanno partecipato, condiviso, attraversato e reso possibile ORLANDO.
Anche quest'anno ORLANDO non finisce qui: domenica 17 maggio si terrà l’extra Festival “Corpi digitali, relazioni post-umane”, laboratorio a cura del collettivo Ippolita promosso da GAMeC - Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo in collaborazione con Festival ORLANDO. Per informazioni è possibile consultare il sito orlandofestival.it
Ci piacerebbe ascoltare ciò che il Festival ha lasciato a chi lo ha attraversato: se hai partecipato a ORLANDO in queste giornate, ti invitiamo a dedicarci qualche minuto compilando il questionario di questa edizione: i tuoi pensieri, le impressioni, le critiche e i desideri sono parte del percorso che continua dopo il Festival e ci aiutano a immaginare quello che verrà.